Franco Battiato: quanto vale il tuo silenzio?

La sua lunga assenza apre le porte a nuove prospettive promozionali per questo personaggio di 74 anni, mito antimoderno e monolite della musica italiana. “Torneremo ancora” – titolo a dir poco emblematico – uscirà il 18 Ottobre.

Franco Battiato è il poeta, l’anticonformista per eccellenza, l’antidivo che ha attraversato da protagonista ogni epoca storica della musica italiana, dalla “canzone di protesta” al “vuoto”, dal 1965 al post Berlusconismo, il tutto raccontato con la dolce nitidezza di una voce puntuale, volta a marcare con potente sobrietà e folle lucidità il nostro tempo.

E ogni uscita è un enorme punto interrogativo su come la sua “avanguardia colta” finirà col rappresentare il nostro tempo, su quali saranno gli stili in cui il suo eclettismo si arrampicherà con stupefacente semplicità.

Cosa sta succedendo, oggi, a Franco Battiato?

Dopo la rovinosa caduta (avvenuta nel Novembre 2017 nella sua casa a Milo, nel catanese) che ne ha causato la rottura di femore e bacino, la tenuta fisica di Franco Battiato era data per compromessa. Complice, soprattutto, una grave malattia. Un susseguirsi assai prepotente di voci stavano dando l’artista come in procinto ad affrontare la fase calante della sua vita. Tutti, perfino gli addetti ai lavori, i turnisti, i manager, davanti e dietro le quinte, affermavano che “ormai Franco..”.

Neanche le smentite ufficiali arrivata da parte dei parenti sono riuscite a frenare le diffusissime preoccupazioni sullo stato di salute dell’artista, che tuttavia ha scelto di non intervenire per un lunghissimo periodo in prima persona sulla vicenda. Neanche quando un suo amico di vecchissima data, Roberto Ferri, ha pubblicato una poesia che alludeva ad Alzheimer e Ictus in un post (poi rimosso) ripreso da tutte le testate nazionali.

Seguirà, dopo un lunghissimo silenzio, un messaggio timidamente incoraggiante, lanciato dallo stesso Battiato lo scorso Marzo via social: «A chi mi chiede della mia salute dico che il peggio è passato. Ora va molto meglio, sono tornato a mio agio con la pittura e talvolta mi siedo al pianoforte. Oggi sto lavorando ad un brano nuovo».

La domanda, maligna ma non certamente ingenua è: Ma se tutto questo – aldilà della gravità dello stato di salute di Franco Battiato – non fosse che una strategia?

Intendiamoci, le congetture hanno ben poco di giornalistico e, soprattutto, Franco Battiato non ha certo bisogno di chissà quale supporto promozionale. Ma lo sfruttamento di una simile situazione, sotto il profilo della gestione delle comunicazioni esterne, sta ottenendo due effetti strabilianti:

1_ L’ottenimento di un clima di totale riserbo intorno a un uomo anziano, molto popolare e malato.

2_ Un rientro inatteso (ma evidentemente ponderato) e la fine di un’attesa infinita, insperata, di una sua nuova uscita discografica. Quale che sia il prodotto in arrivo, godrà del 100% dell’audience che celebrerà il ritorno sulle scene dell’artista “resuscitato”.

Sarà assai improbabile, se non per le compromesse condizioni fisiche di Battiato, o quantomeno per coerenza rispetto al cammino intrapreso in termini di comunicazioni col mondo esterno, che il nostro possa comunque tornare a esibirsi in pubblico o in Tv nelle fasi immediatamente successive all’uscita del disco.

Insomma, la “strategia”… funzionerà! E sarà difficile farne a meno da un momento all’altro.

Nella storia dello show business ci sono stati tantissimi esempi che presentano le più disparate similitudini con questa chiave di lettura, basate sul “il mio valore cresce tanto più quanto più scelgo di non apparire, aumentando l’aspettativa sul rientro sulle scene”

Mina e Beppe Grillo, le cui strade si incrociarono, quasi per una profetica fatalità, per un brevissimo lasso di tempo. I più contemporanei Banksy e Panet Funk, realtà senza volto né identità personale pubblica, che hanno per altro ispirato personaggio e ruolo attanziale del protagonista della prima stagione ‘The Young Pope’ interpretato da Jude Law. E la lista è lunga, ma il concetto è lo stesso: se il contesto è tale da consentirtelo, meno appari e più funzioni.

Resta solo da domandarsi: Chi c’è dietro le scelte editoriali e promozionali di Franco Battiato? E intanto aspettiamo il 18 Ottobre. Manca pochissimo. uscirà un album di classici “che hanno fatto la storia” rivisitati in chiave orchestrale insieme a un inedito. Aldilà di strategie e congetture, per dirla nel basso gergo televisivo: “Comunque vada sarà un successo”. Quel che è certo è che se l’inedito dovesse presentare l’ombra di un appannamento – contenutistico quanto stilistico – il pubblico se ne accorgerà, e la release orchestrale suonerà come una clamorosa raschiata dal fondo del barile. In caso contrario la storia sarà diversa. Ai posteri l’ardua sentenza.

 

Comments are closed.