L'opera di Banksy per George Floyd

"Avevo dapprima pensato di restare in silenzio e ascoltare le persone di colore su questo argomento. Ma perché dovrei farlo? Il problema non è loro, è mio."

“Come un tubo rotto che inonda l’appartamento delle persone che vivono al piano di sotto. Questo sistema difettoso sta rendendo la loro vita una sofferenza, ma non è compito loro risolverlo. Non possono. Nessuno li lascerà agire nell’appartamento al piano di sopra. Questo è un problema bianco r se i bianchi non lo risolvono qualcuno dovrà venire al piano di sopra e aprire la porta”

Così Banky, lo street artist dalla identità misteriosa, che stavolta ha funestamente rappresentato l’altare della memoria di un uomo nero defunto, dal volto non definito, a rappresentare certamente non solo il caso specifico di George Floyd ma la causa nella sua interessa, di fianco a una candela che brucia lentamente la bandiera americana. L’artista era intervenuto recentemente in altre due occasioni. Nella prima aveva rappresentato la sua quarantena “customizzando” il bagno di casa sua come se fosse una delle sue opere di street art. Poi rappresentando un bambino che metteva via i pupazzi dei suoi super eroi preferiti per privilegiarne uno, quello dell’infermiera. Lo street artist più famoso al mondo non è il primo a realizzare un’opera in memoria di George Floyd. Come vi abbiamo raccontato > QUI < nell’articolo “George Floyd, gli street artist lo ricordano in tutto il mondo” in cui troverete la gallery #BlackLivesMatter con opere realizzate in tutto il mondo nelle ore appena successive al tragico omicidio dell’uomo.

BLACK LIVES MATTER

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