Immuni, ma non ai cliché. Tremendo esordio sessista per l’attesissima App

Il Papà al lavoro e la mamma che tiene in braccio il bambino. Una rappresentazione della famiglia assai sessista, retrograda e anacronistica che è stata modificata con un’agghiacciante inversione di ruoli. 

Ci saremmo dovuti trovare qui a commentare gli oltre 100 mila download dell’applicazione in 24 ore, a parlare del suo corretto funzionamento e della sua utilità, ma qualcosa è andata per il verso sbagliato. L’app IMMUNI ha esordito il 2 Giugno, giorno della Festa della Repubblica. In quel giorno, nel 1946, col contributo decisivo del voto femminile, gli italiani e le italiane sceglievano la democrazia. La stessa democrazia nella quale le persone di sesso femminile sono per lo più escluse, come è successo nelle recenti task force delegate ad affrontare la crisi COVID, e che solo da metà maggio annovera tra i suoi partecipanti anche le donne.

Ciò che lascia sbigottimento e amarezza in gran parte dell’opinione pubblica è che “Il ministero dell’Innovazione fa sapere che tutta la campagna di comunicazione che sta per essere lanciata sull’app terrà conto di questa revisione”. Tradotto: il Ministero ha realizzato, solo in un secondo momento, di aver commesso una gaffe, salvo poi adoperare una semplice inversione di ruoli nella quale il papà tiene in braccio il bambino, mentre la mamma lavora. Un’inversione degli stereotipi, che oltre a non avere la minima cura per la sensibilità (come anche della stessa esistenza) della comunità LGBTQ, non fa che sottolineare il problema da cui cerca goffamente di prendere le distanze.

Quando il rimedio è peggiore del male..

Qualcuno si chiederà: ma perché mai una cosa del genere dovrebbe creare scandalo? Che male potrà mai esserci nel collocare una donna in casa nell’atto di accudire il suo neonato? La risposta è semplice..

Confinare la donna tra le sole mura domestiche produce danni non indifferenti nell’inserimento e nell’affermazione della donna stessa nell’apparato sociale esterno alle mura domestiche, con gravi e drammatiche ripercussioni non sono per la donna in sé ma anche lo stesso nucleo familiare. Questo modello di patriarcato cui ci si aspetta che la realtà affermi produce vittime   un solo mese le donne in cerca di un impiego sono calate del 30,6%, contro il 17,4% registrato tra i lavoratori maschi.

Fonte: ANSA
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